Incantesimo per Ottenere le Attenzioni della Donna che si Desidera

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La donna non deve essere sposata o legata già ad un’altra persona, poiché il distruggere un amore tramite le arti magiche non può che portare ad una ritorsione a lungo o breve termine nella coppia! Potrebbe anche portare alla morte dell’oggetto amato. Bisogna vedere il più possibile la donna in modo da trasmetterle l’influsso amoroso. Procurarsi di volta in volta (una volta appassiti) dei mazzetti di Lillà, Garofani rossi, Rosa Thea e conservarli con cura in un vaso. Su di un biglietto si scrive il nome dell’amata e a voce alta si formula il desiderio di essere amati da lei. Si piega il bigliettino in quattro e lo si pone sul tavolo a fianco del vaso. Ogni giorno ci si dispone in raccoglimento davanti al vaso tenendo il biglietto in mano e cercando di visualizzare chiaramente l’immagine della donna e pensando intensamente a cosa si desidera ricevere da lei! Prima di svolgere questa operazione cospargersi, in modestissima quantità, le palme delle mani, il petto e sotto le ascelle con essenza di Verbena. Quando ci si troverà in sua presenza bisogna fare in modo di darle da mano destra e poi sfiorarle la spalla destra ripetendo mentalmente: “Io ti amo molto; amami come io ti amo…vicino a me sarai felice”. Tutte queste operazioni vanno svolte in nella fase crescente della luna.


Più precisamente, chi fa della magia nera cerca di sottomettere le entità del cosmo al proprio volere (sovvertendone le leggi), chi fa della magia bianca sottomette invece la propria volontà alle leggi del cosmo. Ciò significa che per operare in armonia con l’universo occorreva sviluppare un senso morale basato sull’obbedienza a Dio e sul rispetto della sua volontà.
E poiché si pensava che la volontà divina coincidesse con la razionalità oggettivata del mondo, la magia bianca si proponeva di preservarla, e anzi di favorire la sua naturale evoluzione. La magia bianca si inseriva così nell’ottica tipica dei pensatori rinascimentali, i quali ritenevano che tutta la creazione, corrottasi a causa del biblico peccato originale, tendesse a ritornare verso la perfezione originaria. Come l’uomo tende verso la divinizzazione, così ogni elemento tende a ritornare verso la meta cui è stato assegnato (o entelechia), secondo la concezione aristotelica mescolatasi con quella platonica. Si cercava in un certo senso di risolvere la materia nello spirito; la magia bianca finì in tal modo per coincidere con l’alchimia, che si prefiggeva di costruire la pietra filosofale, al fine di trasmutare i metalli in oro, considerato la meta naturale di ogni elemento. L’oro era ricercato non a scopi di avidità o di possesso, ma per le sue proprietà intrinseche, essendo tra i metalli quello più incorruttibile (cioè più resistente al tempo), oltre ad essere un ottimo catalizzatore da usare nelle reazioni chimiche.
Gli interessi suscitati dalla magia bianca, rivolta esclusivamente allo studio della natura e al rispetto delle leggi in essa presenti, funsero così da apripista alla chimica moderna. L’opera dell’alchimista consisteva infatti essenzialmente nello studio empirico delle sostanze elementari e in esperimenti scientifici su di esse. Egli ne cercava le proprietà operando all’incirca come un chimico, catalogandole, tentando miscugli, introducendo nel suo lavoro fornelli ed alambicchi che saranno poi gli strumenti principali utilizzati dalla chimica come la intendiamo oggi.

 

 

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